Analogical side

Il lancio di Volunia: un vero infortunio comunicativo. Ma…

Il lancio di Volunia: un vero infortunio comunicativo. Ma... .techeconomy

ma…se la “creatura” di avrà successo (come gli auguro e come spero), la disastrosa presentazione mondiale del 6 febbraio 2012 di , nuovo motore di ricerca tutto italiano, diventerà un “cult” del tipo “…e pensare che cominciò malissimo!”

Infatti, malissimo è cominciata. Tra l’irritante e il patetico il contesto e la regia (ma c’era una regia?). È la prima mondiale di un prodotto: dal prodotto si doveva cominciare, cercando di stupire il mondo. Poi alla fine si potevano accendere brevemente ed emotivamente i riflettori sul contesto (l’Università di Padova), i collaboratori e i soggetti istituzionali che avevano consentito tutto questo.

Tra rituali (istituzionali) e sogni (miei)
Invece l’inizio è paludato e inamidato come non usa più neanche al Rotary, con la tipica passerella iniziale dei convegni polverosi. Spero, per qualche momento, che la regia lo voglia utilizzare, come dire, in contrasto con una presentazione minimalista, mirata e piena di ritmo che sicuramente seguirà.

“Ora – penso e sogno dopo l’infelice inizio– Massimo si alza e con 10 slide 10 ci lascerà attoniti. Alla fine Google si congratulerà in diretta, Bill Gates twitterà “My Good, wher’s Padova?”, Steve Jobs si rammaricherà di essersene andato troppo presto “I really missed this show!?”, Mark Zackerberg riconoscerà di aver avuto un orgasmo cliccando sul “pulsante social” di Volunia, Obama in realtà aumentata scandirà “Give me five Massimo! We can…”

No, non è andata così. Marchiori non si schioda da quella poltroncina tarlata e non trasuda passione. Suda invece. Suda freddo per la precisione, perché il proiettore non accenna a funzionare, il Rettore cazzia l’addetto, si sente biascicare di “pennette” che potrebbero risolvere, brusio di pubblico, ciance piene d’imbarazzo…il tutto in mondovisione.

E il tutto solo in italiano, perché non c’è traccia di un canale in inglese o di sottotitoli in altre lingue (meglio, paradossalmente! Come avrebbero tradotto l’imbarazzo?)

Finalmente il proiettore s’illumina, Marchiori pure e recupera una nota più appassionata nella voce. Ma non si alza, non si muove, non trasmette adrenalina perché è ingessato dal dover guardare verso lo schermo sulla sua testa; non sembra essercene uno davanti, infatti.

E si confermano i miei incubi comunicativi peggiori: in streaming mondiale le slide non le vediamo a schermo, ma le “intuiamo” attraverso la camera che riprende lo schermo in sala! A questo punto su Twitter si scatenano anche i più moderati tra i comunicatori e dintorni.

Un concetto mi seduce: Volunia può liberaci dalle gabbie
Io mi attacco al parlato di Massimo: Volunia consente di uscire dalle gabbie dei siti e dei social network, di contestualizzare conoscenza e relazioni, di interagire in qualsiasi punto del web, di creare nuove vere relazioni basate effettivamente sugli interessi comuni, fondendo più intensamente la parte analogica e quella digitale della nostra quotidianità.

Sinceramente non mi sembra banale, non mi sembra scontato. D’accordo non è il motore di ricerca semantico che qualcuno (non Massimo Marchiori) aveva ipotizzato. Almeno allo stato. Ma innovare è anche utilizzare, integrandolo diversamente, quello che già esiste lasciando poi che sia l’utilizzo concreto a indirizzare i nuovi percorsi di sviluppo.

Siccome sono un tifoso inguaribile del Sistema Paese, come e quanto te caro Massimo, facciamo così: quando l’utilizzo concreto avrà “benedetto” Volunia, tu annuncerai Volunia2 (la rivincita) e la presentazione la farai da noi. Intendo alla Sapienza. E Stefano Epifani ed io ti garantiamo tutto quello che serve e anche quello che non ti aspetti: se non proprio Obama almeno Mario Monti si materializzerà alla fine della tua presentazione, che sarà peripatetica, incisiva e adrenalinica. E in diretta mondiale mister Monti commenterà: “Yes Massimo, we can…moderatly, but we can!” Garantito, parola di comunicatore.

Marco Stancati

Marco Stancati

Oggi consulente per la comunicazione d’impresa, formatore, curatore d’eventi. Ieri manager aziendale, docente alla Sapienza di Roma (comunicazione Interna e Pianificazione dei Media), direttore responsabile di periodici. Da sempre buon nuotatore, da otto anni plurinonno e discreto fotografo. Da analogico che vive quotidianamente la fantascienza del digitale, scrive di fenomeni coinvolgenti, di motivante umanità e di ordinaria disumanità.

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4 commenti

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4 Comments

  1. christian

    07/02/2012 alle 14:43

    « Ammesso che l’onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto a un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova »
    (Sir Herbert Butterfield in Le origini della Scienza Moderna, 1962)

  2. Luca Acerbi

    08/02/2012 alle 19:01

    Concordo in pieno, anche io ho sofferto nei primi 35 minuti di quella presentazione…. poi il concetto del liberarsi dalle gabbie mi ha per un momento fatto sperare… poi delusione totale.

    Sia per la squallida ripresa del telone sia per Volunia in se… mah

  3. giorgio

    12/02/2012 alle 15:58

    ma che nome del c@##o!
    Ve lo immaginate un americano o un cinese che cerca di pronunciarlo? Pessimo marketing!

  4. AlbertoEsse

    15/02/2012 alle 12:40

    Io non ho capito se è un motore di ricerca o un applicativo social…Qualcuno ha le idee più chiare?
    Comunque mi piace Steve Jobs che….ahahahahhhh

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