In Controluce

Di Volunia, scienziati e sistemi che mancano…

LUNA6G

Voglio pensare che Volunia sia rivoluzionario. Voglio pensare che rappresenti una nuova frontiera per quello che una volta si chiamava NIR (Network Information Retrieval). Voglio pensare che Marchiori, che ha un curriculum di tutto rispetto, sia davvero sulla buona strada per cambiare la concezione del concetto di ricerca su Internet. Voglio pensarlo anche se tutto sembrerebbe suggerire il contrario.

Ma rimango ottimista e voglio pensarlo ugualmente. Anche se purtroppo , pure prima di nascere, qualcosa lo ha già dimostrato.

Ha dimostrato e ribadito, ancora una volta, quanta strada debbano fare gli italiani per essere competitivi in un contesto complesso come quello dell’ICT. Ha dimostrato la nostra endemica, patologica, cosmica  incapacità di coniugare le buone idee che spesso vengono dall’università con la capacità imprenditoriale necessaria per realizzarle.  Perché non basta un’idea innovativa per fare di un sogno un progetto; non è sufficiente un algoritmo rivoluzionario  per trasformare un’intuizione in un’impresa.  Serve la capacità (e l’umiltà) di comprendere che non si può saper fare tutto. Dietro ogni idea innovativa c’è spesso uno scienziato come Marchiori, ma dietro le idee che funzionano c’ è sempre una squadra. Una squadra fatta di scienziati e di tecnici, certo, ma anche – e forse paradossalmente soprattutto – di esperti di business modeling, di uomini marketing, di specialisti della comunicazione, di persone abituate a muoversi in un contesto che non sancirà il successo o il fallimento di una iniziativa semplicemente in virtù della sua “italianità” ma in base a valutazioni diverse, e più complesse.

È piena la storia delle tecnologie di esempi che dimostrano come non basti una buona idea. Di come non sia sufficiente un buon prodotto per avere successo. Di come a volte il marketing faccia agio sulla qualità tecnica. Per riuscire servono competenze vaste e differenziate. Competenze che sinora, per quello che abbiamo visto, non ci sono. La presentazione di oggi non ha dimostrato l’entusiasmo di uno scienziato che vede la sua idea realizzarsi. Ha visto invece lo spettacolo di un uomo solo – e impreparato a quello che lo aspetta – che annaspa in un mondo non suo. In una realtà che al primo errore lo sbranerà senza complimenti.

Non serve oggi a Marchiori il buonismo di quanti con indulgenza lodano l’idea, serve invece il monito di quanti hanno il dovere di avvisarlo, di quanti devono spingerlo a non bruciarla con una realizzazione inconsistente o inadeguata. Tutti speriamo che Volunia sia rivoluzionario. Tutti contiamo sul fatto che sia un grande successo. Tutti facciamo il tifo per Marchiori. Ma tutti, in fondo, sappiamo che per avere successo Volunia richiederà ben altro che una buona idea. Richiederà una squadra, e richiederebbe anche un Sistema Paese in grado di supportarla.

Quella parte di squadra che avrebbe dovuto occuparsi del lancio di certo ancora non si è vista, ed il Sistema Paese non si costruisce certo in un giorno. La Silicon Valley è il risultato di un mix difficile da riprodurre: un mix fatto di ricerca ed imprenditorialità, di supporto dello Stato e di presenza di investitori dinamici, di capacità e di coraggio. Molte di queste cose, in Italia, semplicemente non ci sono. Alcune Marchiori probabilmente le ha trovate. Per altre ancora …dobbiamo attrezzarci.

Il nome di Volunia richiama la Luna, ma non basterà certo il coraggio dell’Orlando Fuorioso per raggiungerla. Marchiori è evidentemente una persona coraggiosa ed innamorata del suo Paese. Speriamo che non si aspetti che il Paese lo ricambi, per trasformare Volunia da un sogno in un progetto. Speriamo che trovi la squadra necessaria e che quella squadra si dimostri all’altezza della sfida che la aspetta.

E speriamo che i cento, i mille Marchiori che ci sono in Italia trovino prima o poi il modo di fare sistema. Quel sistema che  il Sistema Paese ancora non ha fatto.

Chief Editor di TechEconomy.
Docente universitario, giornalista, advisor per le Nazioni Unite.

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18 commenti

Commenti e reazioni su:

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18 Comments

  1. skalka

    06/02/2012 alle 18:37

    Sono purtroppo d’accordo con quello che dici tu. Di sicuro manca il sistema paese, non siamo la valley, ma nella presentazione di oggi e in quel poco di Volunia che ci è dato da conoscere ho visto anche tanta ingenuità. Magari l’idea è anche quella giusta, ma forse non lo era, in linea del tutto teorica, anche Google Wave? E se fallisce Google la vedo veramente difficile per il pur volenteroso Marchiori. Speriamo di sbagliarci, sarebbe bello per una volta, ma la vedo dura.

    • Stefano Epifani

      07/02/2012 alle 14:42

      Hai ragione, l’idea centrale di Volunia, a quanto si è capito, è stata comunque già percorsa da altri, ben più strutturati… vedremo… anche se le prime reazioni (vedi Luca Conti) non sono esattamente positive…

  2. 2cent

    06/02/2012 alle 20:05

    Davvero bell’articolo!
    Condivido pienamente la tua idea e faccio a diverse persone questo discorso già da un po’.

    Sharing assicurato! +1!

  3. Andrea

    06/02/2012 alle 20:42

    Io non voglio essere ottimista, io sono ottimista, oggi Marchiori, ha presentato un progetto un’idea concreta che tra l’altro mi è piaciuta molto! Mi piacerebbe che l’entusiasmo di questa iniziativa appartenesse a tutti noi! Non ho motivo ora di dire come andrà se bene o se male, con i se non si costruisce nulla!

    • Stefano Epifani

      07/02/2012 alle 14:44

      Non è questione di “se” e “ma”, ma della capacità per il Paese di fare sistema, e di Marchiori di portare avanti un progetto. Non basta essere italiani, purtroppo…

  4. Marco Stancati

    06/02/2012 alle 21:31

    Corretta visione la tua Stefano: occorre fare sistema all’interno di un sistema Paese. Gli aspetti comunicativi nella presentazione di oggi sono stati trascurati e hanno pesato sull’evento. Ma se Volunia “tirerà”, non ne mancheranno altre di occasioni.
    E per dimostrare a Massimo Marchiori che chiunque abbia a cuore le sorti del nostro Paese non può non essere vicino al suo progetto, tu e Tech Economy avete già dedicato spazio a Volunia. E spazio di qualità perché evidenzia i fattori critici di successo e d’insuccesso. Nella stessa ottica mi appresto a scrivere anch’io su questo motore che sa “di volo e di luna”, stavolta nell’ottica del comunicatore.
    Il comunicatore non può non rilevare l’infortunio di oggi: ma dietro l’ironia costruttiva, c’è la volontà di crederci e di collaborare alla messa a punto di una promozione di Volunia più coerente con l’innovazione che vuole portare. Perché “contribuire a liberarci dalle gabbie del Web” (l’affermazione di Marchiori che più mi ha colpito) non mi sembra davvero obiettivo da poco.
    Tra poco ti spedisco il pezzo.

  5. aghezz

    06/02/2012 alle 21:31

    tutto condivisibile. Salvo la speranza, vana, che il sistema lo facciano i singoli. Non funziona. Un bosco cresce se c’è l’humus. Se non c’è l’humus crescono pochi stentati alberelli, mai un bosco.

  6. lallo

    06/02/2012 alle 22:09

    Ma davvero discutete di un ‘progetto innovativo e rivoluzionario’ di internet presentato con le trasparenze e le galline fuori contesto… Spero per gli autori che si tratti di uno scherzone, anzi ne sono convinto. Il sistema paese lasciamolo stare per cose più serie….

    • Stefano Epifani

      07/02/2012 alle 14:46

      Eppure in questo momento lo sviluppo del sistema paese tramite l’IT è una cosa estremamente seria.. Il problema è che va fatto bene…

  7. Giovanni

    07/02/2012 alle 00:46

    Concordo pienamente con l’analisi di questo articolo, e’ esattamente la stessa impressione che ho avuto io quando ho provato pochi minuti fa la limited preview di Volunia.

  8. Luca Acerbi

    08/02/2012 alle 14:54

    Completamente d’accordo. Di pari importanza oltre all’idea innovativa e allo sviluppo “scientifico” sono l’analisi di marketing e della user experience. Soprattutto nei progetti web l’interfaccia utente e il design sono elementi altrettanto importanti del core applicativo…. Apple docet

  9. Stefano

    08/02/2012 alle 16:35

    Condivido in parte la tua analisi. Non conosco Marchiori di persona, ma il suo atteggiamento mi è sembrato molto allineato con il modo di fare da “prof” in italia ovvero tendenzialmente autoreferenziale. Il mercato è un’altra cosa. Io parlo da piccolo imprenditore e ti dico che è impensabile, dopo aver investito 2milioni di euro e 3 (dico 3!!!) anni di sviluppo che si presenti un prodotto con un layout vecchio, una struttura tecnologica banale e inadeguata (problema iframe) ed una presentazione senza alcun appeal ed IN ITALIANO… io posso solo vergognarmi.
    Poco rispetto per quelli che sono i suoi potenziali investitori/utenti (che ha definito polli/galline) e di tutti gli stranieri che si solo collegati in streaming vedendo un flusso video patetico senza alcuna regia “seria” e senza alcuna traduzione!!!!
    Concludo chiedendomi chi abbia fatto il business plan di questa start-up (ammesso che sia stato fatto), perchè non colgo in che modo volunia potrebbe soppiantare google (e bing) e contemporaneamente Facebook (e g+)… perchè poi alla fine di questo si tratta.

    • Luca Acerbi

      08/02/2012 alle 19:04

      parole sante…. ma qualcuno ha minimamente pensato ad una strategia di marketing?

  10. bla bla

    12/02/2012 alle 15:49

    dite la verita’ non avete capito niente.
    volunia e’ gia un grande successo, guardate in quanti siamo qui a parlarne

  11. Pietro Blu Giandonato

    02/05/2012 alle 18:31

    Probabilmente il modo migliore per aiutare Volunia a crescere è che lo utilizzino sempre più utenti, e che questi mandino feedback che possano migliorarlo.
    Lo stesso Volunia dovrebbe puntare di più sul beta testing, non lasciando che la gente girovaghi a caso nel sistema, sperando che qualcosa prima o poi, spontaneamente, magicamente, cominci a funzionare.
    Insomma, diamoci da fare anche noi utenti, se crediamo davvero in Marchiori.

  12. Pingback: GigaOm, BusinessWeek, Forbes e altri su Volunia | Luca De Biase

  13. Pingback: Su Volunia, Marchiori, Responsabilità ed autoassolvimento | Tech Economy

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