Amministrazione Digitale

Amministrazione pubblica: è ancora utile avere un proprio CED?

Amministrazione pubblica: è ancora utile avere un proprio CED.techeconomy

Quali funzioni mantenere internamente e cosa appaltare in . La gestione dell’infrastruttura hardware e software

Nell’articolo precedente  abbiamo proposto alcune considerazioni in merito alle politiche di outsourcing e alle attività del che è utile gestire internamente fra quelle legate allo sviluppo e manutenzione delle applicazioni di un ente pubblico.
Oggi iniziamo invece ad affrontare i temi legati alla gestione dell’infrastruttura hardware e software, del networking e della connettività dell’organizzazione, della sicurezza della rete. Il nostro focus centrale sono i cambiamenti nell’organizzazione e nel sistema delle competenze necessarie per un buon funzionamento dell’ente.

La premessa fondamentale è che l’aspetto decisivo per una buona gestione dei sistemi informativi dell’ente è la capacità di governare con una visione di medio-lungo periodo l’intera infrastruttura in modo da poter acquistare le soluzioni migliori coerentemente con un disegno generale. Ci vuole, in pratica, una strategia che non si limiti ad acquisire le risorse volta per volta in base alle necessità operative del momento, bensì un’attenta pianificazione dell’intero sistema che sta alla base dell’innovazione dell’organizzazione.
In generale, la prospettiva nel breve/medio periodo è il passaggio dalla virtualizzazione al cloud computing, per cui verrà meno la necessità di tecnici addetti ai server, ma serviranno competenze migliori a livello di progetto infrastrutturale, configurazione dei servizi, integrazione nelle operazioni aziendali, gestione dei dati e degli update in cloud.

I servizi web e gli applicativi per l’operatività quotidiana
I servizi aperti all’esterno, tipicamente i servizi web, già oggi possono essere completamente esternalizzati su server farm, dove oltretutto normalmente c’e’ una banda migliore che significa migliori performance e servizi più veloci per gli utenti.
Inoltre i servizi web richiedono una capacità di intervento h24/7, un tipo di assistenza che il personale dipendente non può garantire.
Questa strada è già stata percorsa con successo da numerose amministrazioni pubbliche e il riscontro è generalmente molto positivo.  Spesso i tecnici “vecchio stampo” abituati a curare i propri server come figlioli tendono a storcere il naso, lamentando lentezze nell’assistenza e nelle performance lato amministratore.
La verità è che, ricorrendo ad aziende qualificate e stipulando contratti adeguati, questa è la migliore strada da percorrere sia in  termini prestazionali che di costi. Ed è la via scelta dalla maggior parte delle imprese private.

Discorso completamente diverso per applicativi legati all’operatività quotidiana degli uffici. La soluzione più praticata allo stato attuale è il mantenimento su server interni, sia per velocizzare le procedure sia per semplificarne la manutenzione.
Dal punto di vista organizzativo, per le caratteristiche stesse di rete che vanno assumendo gran parte dei servizi, pare sempre meno sensato che ogni singolo ente si doti di una propria server farm. In questo senso sarebbero da esplorare eventuali integrazioni/fusioni  a livello provinciale/o con altri enti del territorio.
Esistono concrete opportunità per ottenere importanti economie di scala che ovviamente necessitano di una visione lungimirante e concreta di medio lungo periodo. Utile ricordare che la prospettiva di soluzioni in modalità cloud computing/SaaS potrebbe ribaltare completamente questo scenario.

Networking  e sicurezza
Il presidio complessivo della rete, la sicurezza perimetrale, l’aggiornamento continuo degli apparati e dei software per la gestione della rete, la gestione dei sistemi di monitoraggio, sono attività che potrebbero essere tutte delegate esternamente a patto che si mantengano le competenze interne in grado di valutare la qualità del servizio prestato e le nuove necessità.

Occorre sottolineare che la normativa recente impone una serie di incombenze tecnico amministrative piuttosto impegnative in modo continuativo: il Documento programmatico sulla sicurezza e  il Piano per la continuità operativa. È quindi indispensabile preservare internamente le competenze indispensabili per ottemperare a questi obblighi di legge con consapevolezza.

La tabella che segue scompone le attività di gestione delle infrastrutture e propone, in modo generico, quali azioni potrebbero essere facilmente delegate all’esterno.

Gestione di Sistemi Operativi dei server dell’ente outsourcing
Gestione software e hardware dei server outsourcing
Gestione della rete locale outsourcing
Cura dei servizi di rete: posta elettronica, web server internet e intranet, IP e DNS, server FTP, server di accesso, server proxy http, server firewall, stampa in rete e connettività locale e geografica, ecc. outsourcing
Monitoraggio attività dei server, del traffico di rete e archiviazione di questi dati outsourcing
Gestione di periferiche: stampanti, print server, apparati wireless, scanner d’immagine e plotter outsourcing
Gestione delle memorie di massa e dei backup dati sui server outsourcing
Gestione delle chiamate di assistenza per interventi su hardware e corrispondente assistenza durante le operazioni di riparazione outsourcing
Consulenza agli acquisti informatici e telematici per una valida gestione gestione interna
Cura dei rapporti tecnico-operativi con gli uffici attraverso referenti informatici gestione interna
Gestione della centrale telefonica outsourcing
Gestione apparati video sorveglianza outsourcing

Nel prossimo articolo saranno affrontati alcuni temi legati alle nuove esigenze a cui dovrebbe far fronte il CED di un ente moderno.

Chief Editor di TechEconomy.
Docente universitario, giornalista, advisor per le Nazioni Unite.

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2 commenti

Commenti e reazioni su:

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2 Comments

  1. Marco Procida

    02/02/2012 alle 13:42

    Mi piace, la cosa si fà interessante …. e non solo per la PA.
    Unica pecca?
    Metti un link all’articolo precedente che citi, ora mi tocca cercarlo.

    • Maria Cammarrota

      14/02/2012 alle 17:57

      il link c’è: è la parola “precedente” 😉

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