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Giovani tristi e soli senza internet?

kid computer

I giovani britannici, secondo un recente studio dei ricercatori di Intersperience, sono fortemente legati emotivamente alla rete: privati di internet esperiscono sensazioni profonde di solitudine e tristezza.

La metà dei bambini (sotto i 12 anni) e il 60% degli adolescenti (12-18) si sentirebbe triste senza accesso al web. La sensazione di solitudine è molto più diffusa invece tra gli adolescenti (48%) che tra i bambini (20% circa), questo probabilmente per il forte utilizzo dei social network tra i membri più adulti del campione (1000 giovani tra gli 8 e i 18 anni).

Facebook, infatti, è utilizzato per chattare dal 70% degli adolescenti. Nonostante la vasta diffusione della comunicazione sociale online nel gruppo, gli adolescenti preferiscono, però, parlare con i propri amici faccia a faccia. I bambini usano, al contrario, la rete principalmente per attività relative all’intrattenimento (74% game) e allo studio (65%). Diffuso l’e-commerce (33% del campione) e la consapevolezza dei rischi per la privacy (1/3 non fornisce dettagli personali e il 22% dà informazioni false). In generale, i giovani svolgono online attività disparte e molto più numerose degli adulti, come pure i bambini nella fascia tra gli 8 e gli 11 anni.

Paul Hudson, presidente esecutivo di Intersperience, commentando i risultati della ricerca, ha dichiarato di non essere preoccupato per il forte attaccamento ad internet delle nuove generazioni, che spesso è visto come qualcosa di negativo, “ma in realtà è perfettamente naturale per una generazione la cui vita sociale è in gran parte online”. Le sensazioni spiacevoli esperite dai giovani privati di connessione di rete sono equivalenti, per Hudson, a quelle esperite dalle persone più anziane se gli viene tolto il telefono: si sentono tristi e soli.

Insomma, internet è entrato nelle abitudini e nei comportamenti dei giovani britannici, e non dispiace leggere di ricerche simili private dell’ombra di allarmismo per il quale internet viene rappresentato sempre e comunque come la minaccia, come il mostro da abbattere. Tuttavia è evidente quanto sia crescente l’importanza di iniziative di media literacy finalizzate a favorire una corretta integrazione dello strumento nella dinamica comportamentale dei giovani.

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