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Twitter: contenuti censurati in modo selettivo

Twitter: contenuti censurati in modo selettivo.techeconomy

ha annunciato che bloccherà i contenuti potenzialmente pericolosi di un determinato paese, pur preservando il cinguettio a livello globale. Fino ad ora, Twitter, in paesi in cui il peso del controllo governativo  grava pesantemente anche sui tweet dei suoi cittadini, per rispondere ai limiti imposti verso i messaggi illeciti, “poteva solo rimuovere i contenuti a livello globale” mentre è di oggi l’annuncio che la compagnia si è dotata di un sistema per bloccare, in modo selettivo, i tweet di specifici utenti nel paese di origine. “A partire da oggi” si legge nel blog di Twitter “ci diamo la possibilità di oscurare contenuti in specifici paesi, mentre gli stessi contenuti resteranno accessibili al resto del mondo”.

La motivazione di tale scelta si legge nello stesso post: “Di pari passo con la crescita della piattaforma, entreremo in contatto con paesi che hanno idee differenti dalle nostre in tema di libertà di espressione. Alcuni sono così diversi che non potremo esistere lì, altri sono vicini ma vicissitudini storiche portano a restrizioni su determinati contenuti”. Con il provvedimento Twitter assicura agli Stati la rimozione dei contenuti “illeciti” che continueranno a essere visibili altrove.

Di certo si tratta di una svolta sul tema della libertà di parola e di opinione, a distanza di pochi mesi dalle sanguinose battaglie della cosiddetta “primavera araba” che avevano visto Twitter al centro del coordinamento delle rivolte. In quei giorni di sommosse Twitter scriveva sul blog:
Non rimuoviamo tweets sulla base dei loro contenuti. La nostra posizione sulla libertà di espressione porta con sè il mandato di proteggere la libertà dei nostri utenti di parlare liberamente e di preservare la loro possibilità di contestare con la certezza di trasmettere le loro informazioni”.

La realtà è che Twitter sarebbe proibita in molti stati se non si adattasse alle leggi vigenti in quei paesi, spiega Cynthia Wond, del Center for Technology & Democracy. Quindi la domanda da porsi è quale sia la cosa migliore per la libertà di parola. Ammonisce la Wong “Se Twitter venisse completamente oscurato in certi paesi, sarebbe davvero meglio?” Secondo la studiosa “Twitter ha fatto un buon lavoro nel cercare di mitigare il danno ai diritti umani, in accordo con le leggi nazionali vigenti”.

Di certo il rischio di compromettere la natura stessa del social network anche nella percezione dei suoi utenti, resta molto elevato.

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