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Google abbandona i servizi che non hanno avuto successo

Google abbandona i servizi che non hanno avuto successo Techeconomy

Di pari passo con la sua progressiva e inarrestabile crescita, negli ultimi anni si è reso protagonista dell’acquisizione di numerose piccole società e aziende, che hanno allargato esponenzialmente il portafoglio di applicazioni e servizi sul Web del colosso tra i motori di ricerca.

Ma a partire dal terzo trimestre del 2011, Google ha iniziato a percorrere la strada inversa, tagliando dal suo pacchetto di offerta le applicazioni e i servizi meno remunerativi e che hanno riscontrato scarso successo tra gli utenti del Web.

Tra giugno e luglio del 2011, difatti, l’azienda ha abbandonato Google Health e Google Labs, mentre a ottobre dello scorso anno ha lanciato ufficialmente il piano per dismettere Google Buzz dai propri servizi social.

A distanza di pochi mesi è la volta di Picnik, uno dei servizi più apprezzati dagli utenti di Google tra quelli che l’azienda ha ufficialmente dichiarato di dismettere dalla sua piattaforma. Si tratta di un software per il fotoritocco direttamente sul Web, da marzo 2010 acquistato da Google e inserito tra i suoi servizi.

Ma insieme a , che non sarà più accessibile a partire dal prossimo aprile, si uniranno altre applicazioni di Google prima acquistate e poi dismesse. Tra le altre, si tratta di Social Graph – application program interface (API) che fornisce informazioni sulle connessioni tra gli utenti – così come di Google Message Continuity – servizio cloud per il disaster recovery pensato per il mondo business – fino a Google Sky Map, app dedicata ai consumatori di device Android.

Come rilevato sul corporate blog Google dal Vice Presidente dell’azienda della Silicon Valley David Girouard, quelli che sono stati o che saranno dismessi entro il 2012 rappresentano prodotti che «replicano le caratteristiche di altri servizi, non hanno mantenuto le promesse o non si sono integrati adeguatamente nell’esperienza Google»

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