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Quale scenario per RIM?

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Quella di pare proprio la storia della figlia della Sora Camilla, che tutti la vogliono e nessuno se la piglia. Dopo le indiscrezioni di qualche giorno fa, secondo le quali sembrava che fosse interessata ad una acquisizione, ieri la stessa Samsung ha smentito l’interesse all’acquisto dell’azienda.

Non è la prima volta che in rete corrono voci sull’acquisto di Research in Motion. Lo scorso ottobre si parlava di Vodafone, a dicembre fu la volta di Microsoft e Nokia, poi toccò ad Amazon. Ogni volta la notizia fa balzare il titolo in borsa, ed ogni volta si rivela infondata.

Anche questa volta è la stessa Samsung a smentire a mezzo agenzia l’interesse per l’acquisizione di RIM.  A dare la smentita è James Chung, che afferma di non aver avviato nessun contatto con l’azienda canadese per trattarne l’acquisizione. Il che, fa notare qualcuno, non implica che tali contatti non ci siano stati per definire un licensing del software o la cessione di specifici asset di RIM (vale la pena di sottolineare come uno degli interessi principali di Samsung nei confronti di RIM paresse dipendere dal sistema di Instant Messaging).

Cerco è che qualcosa, per RIM, dovrà succedere. Gli scenari sono molteplici.

RIM potrebbe impiegare le ultime risorse finanziarie per lo sviluppo di nuovi prodotti che permettano un rilancio dell’azienda, che nell’ultimo anno ha perso quasi il 75% del suo valore. In considerazione del fatto che parte della debacle di RIM viene attribuita al suo pessimo management, negli scenari possibili non è da escludere un cambiamento radicale dei vertici dell’azienda, che potrebbe portare ad una nuova visione e nuove linee d’azione. Altra opzione è quella paventata da quanti ipotizzano il frazionamento degli asset dell’azienda ed un suo spacchettamento, fatta salva l’identificazione del reale valore dei singoli asset (cosa non facile). Una strada meno “cruenta” potrebbe poi essere quella di cedere in licenza il suo sistema operativo e generare in tal modo un profitto che consentirebbe la sopravvivenza dell’azienda. Una strada possibile, ma da percorrere in fretta se, come sembra, un ritardo nel rilascio di BB10 potrebbe portarla completamente fuori dal mercato. Ed una uscita dal mercato potrebbe voler dire l’ultima, inquietante opzione: una lenta scomparsa. Lenta perché ad oggi ci sono oltre 75 milioni di utenti dei suoi servizi; inesorabile perché, malgrado le fee mensili da essi riconosciute, il settore degli smartphone non consente stop tecnici troppo lunghi. E nel caso di RIM un ulteriore rallentamento potrebbe essere fatale.

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